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Singapore, m’hai provocato? E io me te magno!

Che mi piacciano le cose speciali, si sa!
Altrimenti non avrei fatto certe scelte nella mia vita…
Sono sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo che mi sappia stupire, forse perché amo sentire emozioni forti o forse perché sono curiosa e il verbo “scoprire”  è quello che mi rappresenta di più… o magari è per entrambe le cose sommate, no?

Fatto sta che nulla mi stuzzica di più (in tutti i sensi) del venire a sapere che nella mia immensa città si nasconde un angolo di mondo che non ho ancora esplorato.
Fai due passi lasciandoti alle spalle il Duomo, vai a zonzo per le viette che si diramano da quella meravigliosa piazza, imbocchi via Hoepli e mentre guardi le notifiche sul cellulare ti ritrovi le narici piene di quel profumo inconfondibile di aromi e spezie tipici della cucina asiatica.
Quella vera, intendo, non quella occidentalizzata che spesso ci devia dalle vere tradizioni culinarie di un luogo.
Dal momento che l’istinto è figlio dei sensi, io seguo il mio olfatto e mi ritrovo di fronte a Pasta B, un ristorante con grandi vetrate, dalle quali si vedono chef dagli occhi a mandorla presissimi a chiudere ravioli e far saltare noodles con altri ingredienti in grandi wok.
Ehi, un momento, perché io sono ancora fuori da questo piccolo angolo di paradiso?
Non sia mai! In men che non si dica varco la soglia con la stessa convinzione con cui Leonida annunciò “QUESTA E’ SPARTA” in 300… solo che io, con più garbo e delicatezza, dico semplicemente: “Siamo in due”.

Ci stavano aspettando, da Pasta B. Ci stavano aspettando i cuochi, i proprietari, i ravioli e la gentilissima Costanza, che ci ha raccontato la storia del locale e della famiglia Han.
Entriamo nella sala al piano strada e ci troviamo immerse in un altro mondo: da una parte ci sono i fumi di cottura che si alzano nella cucina a vista, dalla parte opposta ci sono le proposte del menù che ti fanno l’occhiolino dalla lavagna a muro su cui sono riportate con una grafia ordinatissima e che ti catapulta 10.260,68 km più un là.
Ah sì, scusate, intendo dire a Singapore!
E’ da questa fascinosa città, infatti, che arriva l’idea di Pasta B, che nasce (tanto per parlare ancora di numeri) nel 1989. Esattamente l’anno in cui sono nata io.
Quando si dice che il destino la sa più lunga di noi…

Ci godiamo il menù degustazione e con piacevole sorpresa ci ritroviamo a fare i conti con la nostra ignoranza riguardo i veri sapori della cucina asiatica. E dico “asiatica” perché qui si parla di fusion! I ravioli di Pasta B non sono un semplice fagottino di impasto e ingredienti, ma sono un crocevia in cui si incontrano Giappone, Corea e Indonesia.
Non che i cocktail siano da meno, dal momento che potrete trovare anche lo spritz rivisitato e contenente liquore alle prugne e zenzero.
Una delizia che mi ha davvero colpito! Così come ho giurato amore eterno al budino al mango… 
Lo so, lo so, la sto facendo lunga e voi invece volete arrivare al dunque e vedere le fotografie… ma non potevate pensare che frenassi il mio entusiasmo!

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Fotografie a cura di Micol Uberti

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