Lo schiaccianoci e i quattro regni

Trasposizione cinematografica di due grandi opere, Lo schiaccianoci e i quattro regni è esattamente il genere di produzione che ci si aspetterebbe dalla Disney: colori, musica, imponenti scenografie dal sapore fiabesco e ambientazioni che sembrano non avere mai una fine. E una protagonista, naturalmente, con un viso stupendo. Eppure…

…manca qualcosa.
Ma visto che io sono sempre un po’ bambina dentro e questo tipo di film mi affascina parecchio, prima parliamo di ciò che mi è piaciuto, sempre senza spoilerare!
Primo fra tutti, i costumi. Beh, che ci sia dietro lo zampino di Jenny Beavan è abbastanza palese: il modo in cui riesce a creare capolavori avvicinandosi all’eccesso ma senza mai strafare è davvero unica. Basti pensare anche ai costumi di Mad Max : Fury Road che nel 2016 le sono valsi un Oscar!

L’abito più bello nello Schiaccianoci? Quello che Clara (Mackenzie Foy) indossa per andare in battaglia. Mi ha rubato subito il cuore!

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 Non che gli altri siano meno spettacolari… li vediamo dopo nella gallery! Secondo elemento degno di nota, anche se pare quasi scontato dirlo, è la colonna sonora (che si conclude con la splendida e commovente Fall on me di Andrea e Matteo Bocelli, che potete ascoltare QUI). Partiamo dal presupposto che a me, la musica classica, è sempre piaciuta pur non ascoltandola regolarmente. Sono rimasta piacevolmente colpita da come James Newton Howard (niente meno!) ha riadattato le arie di Čajkovskij rendendole talvolta anche un po’ dark, che non guasta mai. Variazione stilistica che si trova poi anche nei colori: tanto brillanti da una parte, quanto cupi e intensi dall’altra. Devo ammettere che dal trailer mi sembrava addirittura che si fossero ispirati alle atmosfere tipiche di Tim Burton… cosa su cui però mi sono ricreduta guardando il film. In ogni caso, fidatevi di me! Non potrete che rimanere estasiati da questi dettagli! Parlando invece degli attori, devo dire che nonostante avessi grandi aspettative nei confronti di Keira Knightley, chi mi ha stupito di più è stato Matthew Macfadyen, che interpreta il padre della protagonista. Con pochissimi minuti di presenza e ancor meno battute a disposizione, è riuscito a farmi provare le emozioni più intense e toccanti! Il modo in cui ha usato i suoi occhi un po’ malinconici ha reso giustizia a tutta la profondità del suo personaggio.

Quello che non mi ha pienamente soddisfatta, invece, è stato quel senso di continua prevedibilità che si percepisce durante la pellicola. Sì, certo, è una storia che si conosce già, ma il modo in cui viene proposta è inedito. Trovo molto controproducente la volontà di tirare per le lunghe una storia che probabilmente si potrebbe svolgere in maniera esaustiva nella metà del tempo. Rendere così dilatati i tempi, fa sì che l’attenzione dello spettatore (o quantomeno la mia!) cali e venga attratta da altro. Quando si comincia a dar peso a dettagli che invece andrebbero buttati giù come parte integrante della storia stessa, credo che ci sia un problema. Voglio dire, se si ha il tempo di riflettere su massimi sistemi come “Chissà per quale motivo non hanno reso la pelle della Knightley come se fosse porcellana, visto che di per sé interpreta una bambola?” non è un buon segno. Forse si è davanti ad un’opera che si limita a farsi guardare, ma che non prende realmente per mano e accompagna nelle vicende al fianco di Clara.
A dispetto di quanto invece voglia lasciar intendere il suo sguardo fiero nelle locandine, che sfida a seguirla nel suo viaggio attraverso il mondo magico verso cui il suo corpo è già rivolto.

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Come dicevamo poco fa, il maquillage dei personaggi che incontra Clara nel suo percorso attraverso i regni, sembra volutamente lasciato nella sua “forma reale”, senza aggiunta di effetti in postproduzione digitale. Nessun effetto che rende gli attori non-umani. La spiegazione che mi sono data è che questa scelta sia stata fatta per rendere omaggio alle varie rappresentazioni teatrali che hanno portato sui palchi di tutto il mondo quest’opera, nel secolo scorso…
In tal caso, allora, sarebbe stato meglio che fossero così anche nei poster e nelle fotografie ufficiali, mantenendo coerenza estetica. Risultano invece essere un po’ carnevaleschi ma essendo stati viziati con i personaggi de La Bella e la Bestia, può essere che la delusione sia tutta colpa di un confronto che invece non ha neppure senso di esistere.

In conclusione, mettendo sul piatto della bilancia pregi e difetti, si può dire che questo è decisamente un film che si lascia ammirare.
Mette in bella mostra le capacità artistiche di chi ci ha lavorato, ostentando tutti quei tratti caratteristici che porta con sé la firma di Disney.
La mancanza di picchi di ironia o di suspance, quindi, si può dimenticare facilmente a patto di guardare Lo schiaccianoci e i quattro regni con gli occhi ingenui di un bambino.
E soprattutto con il loro cuore, per lasciarsi emozionare dallo splendido messaggio che lancia.

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Testo a cura di Micol Uberti
Fotografie via web