Ode alla zucca

Che inverno sarebbe senza la zucca?
Vivace, accogliente, versatile… non c’è nulla in cui non stia bene e nulla che non si possa farne.

Quando guardo fuori dalla finestra, in inverno, mi coccolo di pensieri morbidi come lana. Osservo il cielo che si ingrigisce presto e mi viene istintivo stringermi nel maglione spesso che indosso, come se quel crepuscolo in arrivo fosse il segnale che dà inizio ai momenti più rassicuranti della giornata. Tutto rallenta, le persone che amo stanno tornando a casa, il mio cuore è in festa! Lo so, solo io e pochi altri sopportiamo pazientemente l’estate perché una volta conclusa tornerà l’autunno, con le sue foglie in fiamme e l’alba più pigra.

Dell’inverno amo tutto, soprattutto i contrasti. Quelli che manifesta e quelli che crea in me: il freddo fuori mi fa venir voglia di stare al calduccio in casa e così esalta inevitabilmente il senso di appartenenza che posso provare all’interno delle mura domestiche. I colori spenti mi fanno venire voglia di tinte forti, intense, avvolgenti…
Ed è qui che mi viene in mente la zucca!
Certo, mi ricordo perfettamente che ho iniziato parlando di Lei!
La ricetta in cui la preferisco è senza dubbio la vellutata. E’ come un caldo abbraccio, un rifugio che mi lascia libera di sognare. Mentre il mio palato si lascia accarezzare dalla polpa passata e dal sapore discreto, continuo a guardare fuori da quella finestra, immaginandomi il giorno che verrà dopo stasera.

Testo e fotografia
a cura di Micol Uberti