Mary Poppins è tornata : chi di voi è pronto per ricominciare a sognare e cantare con lei?

Un giorno ti ritrovi ad andare al cinema un po’ controvoglia.
Mentre prendi posto in sala pensi che stai per rivedere un personaggio, Mary Poppins, che da bambina ti ha sempre lasciato un vago senso di malinconia: una Londra grigia, con le sue case soffocate nelle vie uggiose e umide, un’atmosfera piuttosto opprimente e ingessata…
Poi un lampionaio, di nome Jack, arriva in bicicletta e canta: “A Londra soffia un’aria nuova e prima o dopo ne avremo prova” e magicamente ti ritrovi a dargli ragione.
Sì, questa volta tutto è diverso, ma è sempre opera della tata più famosa di sempre.
Mary Poppins è tornata!

Emozionante, accattivante: questa nuova pellicola ha tutte la carte in regola per affascinare grandi e piccini. A partire dalla colonna sonora, passando per un caleidoscopio di colori, fino ad arrivare alla stupefacente fattezza dei costumi. Avrete capito che gli aspetti che mi hanno riavvicinata al mondo di Mary Poppins non sono affatto pochi!
Ma andiamo per ordine: parlavamo delle canzoni, di cui una piccola citazione l’avete già letta in apertura. Complici sicuramente le splendide voci di Serena Rossi e Giorgio Borghetti, la componente musicale ha giocato un ruolo fondamentale nell’arrivare al cuore degli spettatori… o quantomeno al mio! Potete trovare QUI il brano che più mi ha colpita, è stato davvero molto toccante per me. Una qualità che aggiunge valore alla storia è la sinergia che Rob Marshall, Dion Beebe e Marc Shaiman (rispettivamente regista, direttore di fotografia e compositore – ndr) sono riusciti a creare tra la parte musicale e quella estetica.
ATTENZIONE! QUI C’è UN PICCOLO SPOILER!
Basti pensare, ad esempio, al modo in cui l’atmosfera a toni spenti ed opachi si trasforma in una scoppiettante tavolozza di colori e allegria nella scena in cui Mary accompagna i bambini in una nuotata in mezzo a un mare pieno di meraviglie e personaggi surreali.
OK, LO SPOILER è FINITO!
Tutto, in questo film, si sposa con armonia e infatti non sono da meno neppure i costumi: d’altronde, cos’altro ci si poteva aspettare da Sandy Powell, che nel 2015 disegnò gli abiti per Cenerentola? Ho trovato stupendi i vestiti che i protagonisti indossano quando si ritrovano nel mondo dei disegni. Si intravedono già nel trailer ed io ve li ripropongo qui sotto: non è eccezionale l’ispirazione cartoon che hanno? È un dettaglio che mi ha colpita immediatamente!

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Senza dilungarsi troppo sull’indiscussa bravura di Emily Blunt, devo ammettere che i personaggi che ho apprezzato maggiormente sono stati quelli secondari.
Sarà probabilmente una questione di affetto, perché tra questi e prima fra tutti c’è la cugina Topsy, interpretata dalla mitica Meryl Streep. È incredibile come riesca ad essere perfetta in qualsiasi ruolo le venga affidato! Un altro grande ritorno che non può passare inosservato è quello di Dick Van Dyke, l’indimenticabile spazzacamino Bert del film del 1964 che qui vediamo nei panni del direttore della banca (riprendendo così, anche se per una manciata di minuti, uno degli altri personaggi che interpretò all’epoca). Mi sarebbe piaciuto se avessero dato più spazio a Colin Firth ed Angela Lansbury, due attori che personalmente adoro e che hanno saputo dare un ottimo contributo nonostante siano apparsi per poco tempo.

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Emily Blunt e il regista Rob Marshall, con il quale lavorò già  a Into the Woods, al fianco di Meryl Streep


In conclusione, penso sia facile capire che vi consiglio caldamente di vedere questo film, anche nel caso in cui non abbiate visto il precedente. I rimandi ci sono, certo, ma sono ben spiegati e non vi lasciano dubbi. Di aspetti negativi ne ho trovati davvero pochi: i dialoghi forse sono un po’ superficiali e alcune scene un po’ ostentate, ma rimangono comunque delle note marginali.
Lasciatevi trasportare dall’aquilone della fantasia!

 

Testo a cura di Micol Uberti
Fotografia via web