Nonostante… perché? Non certo perché non ci volessero ospitare, anzi!
Quel “nonostante” è semplicemente dovuto al fatto che inizialmente lo stilista di Alghero, essendo parecchio impegnato su altri progetti, non voleva sentirne parlare, ma alla fine ha ceduto ed ha trasformato questa ex officina elettromeccanica all’interno di un condominio anni trenta, in un luogo accogliente, che avvolge, che ti “ospita” nel vero senso della parola e che rimanda, anche in una frenetica Milano, al caloroso concetto di ospitalità tipico della Sardegna e del Mediterraneo, dove lo l’ospite è sacro.
La bellezza di questa location ci ha letteralmente incantato!
Inaugurato nel 2004, vi si accede percorrendo un largo corridoio che porta al cortile pieno di fiori, sempre diversi a seconda delle stagioni.
Una volta arrivate, una grande porta a vetri ci fa già intravedere gli arredi dell’interno, curati nel minimo dettaglio e circondati da muri lasciati volutamente scrostati, serramenti e pavimentazione originari, ceramiche, mobili realizzati con oggetti di recupero – ad esempio una grande libreria formata da cassetti in legno che provengono da una fabbrica di aghi del Biellese -, ricordi di viaggi, fotografie d’autore, divani d’epoca… . “È la mia anima da rigattiere che emerge» ha detto una volta, scherzando, Antonio Marras.
Ed è stato lì, tra questi oggetti, che abbiamo assistito sia al backstage che alla sfilata dello stilista.
Infatti, grazie a Mac cosmetic, abbiamo potuto vivere il fermento che precede la passerella, vedere le abili mani dei loro truccatori occuparsi delle modelle, per poi scendere le scale ed accedere ad un’altra parte dello spazio e vivere un vero e proprio spettacolo teatrale, dove erano protagonisti gli abiti della prossima stagione e dove abbiamo notato anche la presenza dei vini Sella & Mosca (del gruppo Terra Moretti). Del resto, alcune etichette per i vini più popolari e importanti della storica cantina di Alghero sono state firmate proprio dallo stilista.
Possiamo proprio dire che anche questa volta, quindi, l’ospitalità sarda è stata impeccabile, a tutto tondo e spettacolare.

Testo a cura di Franca Bergamaschi
Fotografia a cura di Micol Uberti

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