Spesso quando si pensa di fotografare una ricetta, si immagina come prima cosa, un piatto. Fondo o piano che sia, è la prima cosa che salta alla mente e quindi l’attenzione si sposta di più su ciò che è servito su di esso piuttosto che il piatto in sé! A ragion veduta, aggiungerei, perché effettivamente a meno che questo non presenti delle irregolarità particolarità nelle linee oppure non sia di qualche materiale particolare, non c’è poi molto da dire a riguardo. Ma come cambiano le cose quando un contenitore ha una certa verticalità?

Fotografare un bicchiere può rivelarsi più complicato di quello che sembra, perché spesso si rimane insoddisfatti dello scatto ottenuto… a meno che non si segua questo piccolo trucchetto di cui vi parlerò oggi nel terzo appuntamento de #ilBelloDelCiboSecondoMicol!

Per farlo, ho pensato di utilizzare una ricetta che avete apprezzato moltissimo quando l’ho proposta nel mio feed Instagram e di cui ancora non avevo parlato qui: la panna cotta allo zafferano con di pistacchi di Bronte. Innanzitutto, per creare questo dolce per 4 persone, non dovete far altro che seguire le dosi della ricetta che vi avevo mostrato QUI e sostituire al basilico 2 bustine di zafferano oppure mezzo cucchiaino di pistilli (purché siano di primissima qualità come quelli che ho scelto io).
Il colore intenso che assumerà, rende possibile fare uno styling davvero minimalista ed io ho scelto i pistacchi perché il loro verde vivace poteva spiccare piacevolmente senza stonare troppo, oltre naturalmente ad essere buonissimi! Non solo, sempre per celebrare la bellezza delle tonalità calde dello zafferano, ho selezionato dei tumbler bassi senza alcun disegno o decoro.
Una volta rassodata a dovere la panna cotta in frigorifero per almeno 5 ore, non bisogna far altro che sbriciolare alcuni pistacchi, mentre altri andranno divisi solo a metà. Seguendo una linea retta si disporranno appena oltre la metà della circonferenza. Se preferite, potete disporli a corona tutti intorno seguendo il vetro del bicchiere, oppure ancora metterne una piccola quantità solo al centro: l’importante, se volete un effetto ottico ordinato e chic ma non troppo “impostato”, è che alterniate la granella con i pistacchi divisi a metà.
Pronti a fotografare? Benissimo, fuori i cellulari allora!
Tirando fuori dal frigorifero i dolcetti, si rischia di andare incontro all’effetto rugiada sia sui bicchieri sia sulla superficie della panna cotta. Anzi, con questo caldo è proprio inevitabile! Perciò, ricordate di tirarli fuori un quarto d’ora prima, di tamponare le goccioline con della carta da cucina e lasciar riposare altri 5 minuti prima di procedere con lo scatto.
Il bello dei bicchieri o delle coppe molto alte è che, salvo i casi in cui vengono riempiti fino o oltre all’orlo, il loro bordo va a “tagliare” in prospettiva l’immagine di ciò che contengono, o quantomeno il lato opposto del bicchiere stesso. Tanti sono disturbati da questa cosa e istintivamente tendono a scattare dall’alto o di profilo, così da non avere alcun disturbo… Ma mi credete se vi dico invece che quel bordo “che taglia” è una bellissima risorsa dal punto di vista fotografico? Quello che dovete fare è impostare la fotocamera del cellulare su “ritratto”, posizionarvi davanti alla vostra panna cotta tenendo il telefono inclinato a 45° senza mai stare troppo vicino al soggetto e toccate lo schermo nel punto in cui si trova il contenuto del bicchiere. Mano ferma, respiro sospeso… scattate et voilà!
Ecco a voi la vostra foto pronta -o quasi- da pubblicare sui social per far invidia a chiunque!
Vi propongo alcuni scatti, che ho realizzato con la reflex: confrontatele con quella che avete realizzato voi. C’è tanta differenza? E soprattutto, riuscite a vedere quanto più piatta risulta questa ricetta se fotografata dall’alto anziché in prospettiva?

Anche i vasetti, con il bordo più spesso, creano un bel gioco prospettico!


Testo, ricetta, styling e fotografia
a cura di Micol Uberti

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