Nel senso letterale del termine: 1 tavolo, 1 cliente, 1 posto. Sarà così la ripresa per i ristoranti post Coronavirus? C’è chi paventa (a cui mai come in questo caso basta aggiungere una s per rendere perfettamente l’idea: spaventa) l’ipotesi di barriere invisibili ma invalicabili tra un commensale e l’altro. Provate a cliccare la parola “ristorante” su Google e vi vedrete magicamente apparire siti che commercializzano separé in plexiglas. Inimmaginabile fino a 4 mesi fa che una ricerca del genere producesse questi risultati! Se pensate che uno dei piaceri della tavola è la convivialità, come sarà quindi uscire a cena dopo questa quarantena e con le nuove regole? Si guarda alla Cina e all’esempio di chi ha affrontato per primo l’emergenza, come nel caso del Tate Dining di Hong Kong, dove la riapertura è avvenuta con un numero dimezzato di coperti, adottando rigidi protocolli di sicurezza nelle cucine del locale, con un sistema per misurare automaticamente la temperatura dei clienti e con pulizie effettuate ogni due ore. Ma da noi, come sarà? Saranno davvero possibili i controlli annunciati? Ecco alcune delle regole che potremo trovare nel caso decidessimo di uscire a cena e che già suscitano non poche perplessità. Ci si chiede, per esempio, che senso avrebbe distanziare al tavolo del ristorante familiari o gruppi di amici che, con ogni probabilità, sono arrivati insieme al locale utilizzando la stessa auto? Come si potrebbe dimostrare e controllare le persone che invece si incontrano al ristorante per capire se facciano parte della stessa famiglia o vivano stesso lo stesso tetto? Quasi impossibile prevedere un controllo anagrafico prima dell’entrata nei locali. All’ingresso verranno posizionati dispenser con gel igienizzanti per la pulizia delle mani dei clienti, non sarà disponibile l’uso del guardaroba, nel caso non si possano adottare menu digitali su dispositivi dei clienti si procederà alla igienizzazione dei menu del ristorante dopo ogni uso, gli oggetti utilizzati per un servizio come ad esempio il cestino del pane o i prodotti per il condimento non potranno essere messi a disposizione di nuovi clienti senza adeguata igienizzazione. E queste sono alcune delle novità con cui dovremo convivere! In attesa della riapertura di bar e ristoranti, annunciati per l’1 giugno, a partire dal 4 maggio ci sarà invece la possibilità di fare ristorazione con modalità di vendita da asporto. Il consumo non potrà avvenire all’interno del locale, né al suo esterno dovranno formarsi assembramenti in cui non si rispetti la distanza fra le persone. Del resto prolungare la chiusura di ristoranti ed affini continuerebbe a mettere in pericolo anche tutto il fatturato del settore agroalimentare, poiché vino, formaggi e salumi sono ovviamente strettamente legati al canale della ristorazione. Insomma, viste tutte le problematiche elencate qui sopra, la vera domanda è: ci sarà qualcuno disposto ad uscire ed occupare quel famoso posto a tavola?


Testo a cura di Franca Bergamaschi
fotografie via web
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