Author: Micol Uberti

Shopping Time: cosa manca da mettere nella valigia?

E voi siete pronte per partire per le vacanze? Io lo ammetto, a me manca anche qualcosina, ed è per questo mi sto attivando per ultimare gli acquisti! Ho tanti progetti in cantiere, tante cose a cui pensare, così ho teso (come mio solito) a procrastinare un po’ ed ora mi ritrovo a dover recuperare tutto ciò di cui ho bisogno! C’è da dire che ai giorni nostri, però, abbiamo la fortuna di trovare una miriade di possibilità e di brand nello stesso luogo: io mi sono divertita a fare shopping nell’enorme centro commerciale Auchan di Cesano Boscone. Vi è mai capitato di andarci? Capirete dalle foto nella gallery qui sotto di che gigante sto parlando! La struttura così alta e con ampie vetrate da cui entra il sole mi ha messo allegria dal primo momento, così ho deciso che anziché passarci solo un’oretta di sfuggita me la sarei presa con comodo e avrei anche pranzato in tutta calma nell’angolo più goloso del centro! Del resto chi me lo faceva fare di uscire, quando lì …

SOULGREEN. Quando si può essere incisivi anche senza tagliare.

Si può essere incisivi anche senza tagliare. Testo a cura di Franca Bergamaschi Strana affermazione per essere riferita ad un ristorante, lo so, ma credetemi: non è solo un modo di dire per il fatto che ai tavoli non troverete nulla che tagli (ai vegani non servono i coltelli in effetti), ma anche per l’eleganza shabby chic del luogo, la compostezza del personale, presente senza essere invadente. Un insieme che ti lascia dentro in maniera incisiva una sensazione di relax e che ti porti dietro anche una volta che esci da Soulgreen. Gli spazi grandi e con ampie vetrate hanno muri che sembrano abbandonati (volutamente) all’usura del tempo, eppure trasmettono calore, accoglienza. Nulla a che vedere con l’immagine austera che doveva esserci prima, quando quel luogo ospitava una banca. Gli arredi sono opere di riciclo artistico, come gli appendiabiti in pezzi di legno che si scompongono, o le lampade ricavate da piatti, brocche e bicchieri di vetro rivisitati in nuove forme. “L’anima green” del suo nome pervade ovviamente tutte le pareti, con i colori della …

Ho scelto di non scegliere.

Bisogna per forza essere qualcuno? Ovvero, bisogna per forza essere un tipo di persona ben definito? Serve, ai fini dell’esistenza, potersi etichettare e incasellare in una categoria i cui contorni sono tanto secolarmente nitidi da una parte quanto progressivamente indefiniti dall’altra? Io ho deciso di no, almeno per quanto riguarda me. Del resto le etichette sono un prodotto sociale, anzi, siamo tutti “vittime” delle aspettative altrui che derivano proprio da queste: se una ragazza è calma e tranquilla ci si aspetta che sia anche bravissima a scuola e poco importa se sta vivendo un inferno dentro, ciò che conta è che, se poi le capita di prendere un brutto voto, deve tassativamente essere additata e definita una delusione. Così poi finirà per esserlo anche per sé stessa, perché in fin dei conti, che vogliate accettarlo o no, la sociologia parla chiaro: noi percepiamo la nostra identità attraverso gli occhi degli altri. Ma quando è successo che siamo diventati così poco umani? A questo non ho risposta, e mi sta anche bene così, ma ammetto che …

Sorbetto Palette

Colori pastello che ricordano tanto quelli dei miei gusti preferiti di gelato: un delicato melone rosa aranciato, delle note di accennata violetta, un po’ di lavanda. Le tavolozze della natura, della fuga da ciò che è artificiale, come i prodotti di Rosso Cappuccetto, che a dispetto di chi dice che non si può piacere a tutti, crea gelati e sorbetti vegani, senza lattosio, senza glutine, buoni da impazzire. La pausa perfetta dopo uno shooting sotto questo sole! Del resto il mood è proprio quello: toni chiari, pieni di vita, note fruttate, tropicali… C’è l’ananas sul top Kiabi e c’è il pantapalazzo, dello stesso brand, color cipria che si coordina con i pon pon delle sneakers. Un’idea outfit allegra, versatile e soprattutto… freschissima! Testo a cura di Micol Uberti Fotografia a cura di Daniele Villa

Il teatro del mistero

No, oggi non vi sto portando nel bel mezzo di un film horror, come potrebbe sembrare dal titolo, vi porto invece in un angolo misterioso ed affascinante di Milano, in zona Porta Romana. Il teatro (Parenti) c’è, da tempo, ma la location che oggi ospita l’evento Nespresso a cui siamo invitate è il complesso adiacente, con piscine: Bagni Misteriosi appunto. L’affascinante ignoto Sapete a cosa si deve questo nome, non casuale? A dei disegni ispirati all’opera “Bagni Misteriosi” di De Chirico  realizzati molti anni fa dagli allievi dell’accademia di Brera per un evento voluto dalla direttrice del Teatro Parenti d’allora. Volete immergervi in un mood misterioso? Torniamo allora indietro di qualche anno e immaginiamo questi disegni, rimasti sulle pareti spoglie, in ambienti silenziosi e vuoti come l’intero complesso, abbandonato e  chiuso per anni a causa della mancanza di fondi. Quando, dopo la ristrutturazione, quelle pareti sono diventate parte integrante degli spogliatoi, è stato quasi profetico il nome da dare al complesso con piscine: Bagni Misteriosi. Magia… mi affascina sapere i retroscena delle location che abbiamo la fortuna …

Diamocela a gambe dal caldo!

Gambe gonfie e piedi doloranti a fine giornata? Durante questo periodo estivo è normale e sta capitando anche a me, quasi quotidianamente, nonostante beva molto acqua, faccia del movimento ed abbia smesso di fumare… le mie vene, insomma, non dovrebbero avere dei motivi per farsi sentire! Eppure a 27 anni comincio a percepire anche io il problema: la sera mi ritrovo con le caviglie gonfie, una sensazione di pesantezza ai polpacci e tanta, tanta voglia di tuffarmi in una piscina fresca. Quando poi gli impegni si fanno sempre più intensi, questo trauma lo subisce anche il viso, e l’insofferenza diventa doppia: di certo è impensabile continuare a sciacquarsi la faccia quando si è in giro per eventi e non si può neppure togliere le scarpe e appoggiare i piedi su un tavolo, per favorire la circolazione, nel mezzo di un appuntamento di lavoro. La soluzione per fortuna esiste ed arriva da vicino: la mitica emulsione defaticante a base di olio di mandorle che sto utilizzando ultimamente è di Nohra Rever, un’azienda brianzola che crea prodotti …

Urban Jungle

Milano è diventata improvvisamente rovente, esplode di afa e di colori; il caldo che si avverte camminando tra le alte mura dei palazzi è così forte che sembra quasi di poterlo agguantare. Quando una granita non basta, è necessario fuggire da questa giungla urbana (il clima è proprio quello): serve trovare un posto verde, un angolo dove l’ombra ti dà tregua ed è possibile tornare a guardare attraverso delle palpebre che non si chiudono a fessura, tirando un sospiro di sollievo. Stay fresh La tentazione è quella di uscire in bikini e raccogliere i capelli con la penna che si trova sul fondo della propria borsa, non indossare un filo di trucco e boccheggiare finché non arrivi il tramonto a salvarci… Eppure ci sono tante soluzioni per sopravvivere al clima milanese pur facendo delle scelte di gusto: un minidress leggero adatto dalla mattina all’orario dell’aperitivo ed un hairstyle raccolto che si realizza in due minuti ma è d’effetto, ne sono un ottimo esempio. How to save your life Semplice a dirsi e a farsi, per …