Latest Posts

Out of Office : incredibili Langhe

Quando scopro certi posti, penso e ripenso che è proprio vero quando si dice che spesso facciamo l’errore di esplorare il mondo ma ci dimentichiamo delle bellezze che abbiamo vicino, certi del fatto che in questo modo potremo andarci quando vogliamo.
Mi sono bastati due giorni e mezzo nelle Langhe per rifletterci su.
Qui ho trovato una grande ospitalità, a dispetto di quanto si dice riguardo la fredda accoglienza del Nord, ho trovato semplicità e meraviglia.

langhe 8

Benvenuti nelle Langhe

Lo ammetto con un po’ di vergogna, è una zona che non avevo mai visto prima d’ora: le immense distese di vigne, cariche di grappoli e di verde, abbracciano tutto il territorio e accompagnano l’occhio fino all’orizzonte, senza stancarlo mai. Quella che ci ha accolto e la parte della Bassa Langa (sì, gente del posto ne parla al singolare!), ovvero quella di Alba, Roero, Monferrato, dove i vini ed i tartufi sono tra i simboli culinari più rinomati in tutto il mondo. Sapete che è una regione storica inclusa nella lista UNESCO dei beni del patrimonio dell’umanità dal 2014? Qui sembra che il tempo si sia un po’ fermato a tanti anni fa, per poi scatenarsi ed esprimersi in piccoli slanci di modernità: è uno spettacolo davvero prezioso!

langhe 1langhe 6langhe 4
langhe 7

Non perdetevi assolutamente…

… i baci di dama! Sono un biscotto tipico di queste zone e in città si trovano dappertutto. Oltre ad essere deliziosi, naturalmente, sono di dimensioni enormi! Io ne ho provato uno con impasto di mandorla, ma si trovano anche al cioccolato bianco, al pistacchio…
Un’altra chicca del posto è il Roero Arneis, un bianco secco molto aromatico che dovrete assolutamente assaggiare, concedendovi una pausa dal vostro giro turistico.
Amanti della Nutella? La foto ricordo in piazza Michele Ferrero allora sarà d’obbligo!

langhe 2bricco cogni 1

Provate questi alberghi!

A me piace sempre scoprire luoghi nuovi e non ho nessun tipo di pregiudizio sulla tipologia di luogo in cui passare la notte o soggiornare, ci sono pochi imperativi assoluti per quanto mi riguarda: accoglienza, disponibilità, pulizia impeccabile.
Ho trovato fortunatamente dei posti che corrispondono esattamente a questi standard, senza dover rinunciare a nulla.

Una vecchia casa padronale di campagna che ha reso il mio cuore indeciso: non sapeva se essere più affascinato dall’architettura rurale della struttura o se sentirsi coccolato dalla proprietaria, una gentilissima signora che ha saputo accogliermi nel migliore dei modi! E’ proprio grazie a lei che ho conosciuto il vino di cui vi ho parlato qualche riga più su. E’ stato il suo aperitivo di benvenuto, preludio di un pernottamento magico, dove la campagna ti parla attraverso le sue cicale e dove la sera è un’emozione poter godere del panorama buio delle Langhe, in cui spiccano illuminati solo i centri abitati.
E’ un contesto così rassicurante, famigliare… dalla scelta del decor con pezzi d’antiquariato, alla colazione preparata in casa, sembra davvero di conoscere quel luogo e quelle persone da sempre.

bricco cogni 7
bricco cogni 6
bricco cogni 3
bricco cogni 2.jpg
bricco cogni 4
bricco cogni 5

Sarò breve, perché vi parlerò di questo angolo di paradiso più diffusamente settimana prossima. Se cercate un posto in cui gli occhi e la mente si possano completamente rilassare, senza dover stare sempre sull’attenti alla ricerca di possibili imperfezioni e sbavature, con il Boscareto avete fatto centro! Gli spazi interni e quelli esterni si equiparano per bellezza, la vista è mozzafiato e tutto è pensato per far sì che la pace regni sovrana. Qui, dagli ambienti pacati della Spa, alle suite, al ristorante La Rei, capirete che non è solo l’ossigeno a dare energie al nostro corpo!

boscareto 1
boscareto 4
boscareto 2
boscareto 5
boscareto 8
boscareto 6
boscareto 9
boscareto 7

E prenotate una cena qui!

Quando sono arrivata a Casa Scaparone, Osteria Agricola tra i colli di Alba, sono rimasta semplicemente a bocca aperta. Pentole ammonticchiate ovunque, brocche di ceramiche che inaspettatamente compaiono in giardino, un’aria un po’ bohemienne che si respira nei tavoli apparecchiati con una semplice tovaglia di carta… Io amo queste cose! Il cibo (a km0: anche le farine sono ricavate dalle loro farine macinate a pietra!) è ottimo e si può sceglierne una degustazione o ordinare à la carte, selezionando le portate dal menù consegnato ai clienti in un numero di… Paperino! C’è particolarità ovunque, ma non si supera mai il limite dell’eccesso. Qui troverete Piemonte e Africa preparare insieme pietanze deliziose. E poi… io mi fido di un ristorante che ti serve la pasta portando direttamente la padella in tavola!

casa scaparone 1
casa scaparone 6
casa scaparone 2
casa scaparone 10
casa scaparone 5
casa scaparone 4
casa scaparone 7
casa scaparone 8
casa scaparone 11
casa scaparone 9

Una dritta? A Casa Scaparone non dimenticate di fare un giro anche all’interno del ristorante, nel caso in cui cenerete in veranda, perché ci sono tanti dettagli che meritano di essere visti e osservati!

Testo e fotografie a cura di Micol Uberti

Thanks-iloveimg-cropped

 

Heidi si fa bella per le vacanze!

E’ tempo di vacanze anche per la nostra piccola Heidi, che dopo un anno estenuante di inseguimento alle lucertole, rincorsa della pallina, scorpacciata di coccole e tanti tanti sonnellini, come potrete capire ha bisogno di una lunga pausa da tutti questi impegni stressantissimi!
Lei e la sua sorellina-di-adozione Sibilla sono i membri più amati della famiglia e naturalmente partiranno con noi: non si discute neppure un’opzione diversa da questa!
Giustamente anche per Heidi gli incontri con altri cagnolini saranno più frequenti ora che andremo via e così ha voluto farsi bella per l’occasione, per non avere un pelo fuori posto. Dove poteva scegliere di andare, per una giornata di bellezza, se che dai nostri amici di Ukkia Pet Shop? La loro bravura e l’amore che mettono in ciò che fanno è contagioso: la mia cucciola è stata trattata come una principessa, ha rubato tutte le loro attenzioni e coccole… e biscottini! Che tra l’altro sono davvero deliziosi: vi fa strano che io lo sappia?
Forse è solo perché non sapete che sono prodotti artigianalmente dal fornaio a pochi passi dal loro negozio di Novate Milanese e che sono pensati per essere consumati da cani e padroni: perché il bello è condividere tutto con loro, no?

IMG_20170712_110020-0120170712_113028-01IMG_20170712_114212-0120170712_114310-0120170712_114138-01.jpegIMG_20170712_114619_1-01IMG_20170712_114718_1-01IMG_20170712_120434-01

Guarda mamma, sono una star! Mi paparazzano tutti!

IMG_20170712_120200-01.jpeg

Pronta a partire, cucciola? Sei bellissima! Si va!!!

*

Testo a cura di Micol Uberti
Fotografia a cura di Micol Uberti, Massimo Persichino

Thanks-iloveimg-cropped

Out of Office : un weekend in Toscana

Si mangia da Dio, nella sua provincia si trova l’unica “piazza d’acqua” esistente e lo sguardo può sconfinare nei suoi immensi paesaggi soleggiati: c’è bisogno di qualche altro buon motivo per andare a Siena?
Passare un weekend all’insegna del benessere a trecentosessanta gradi non è certo difficile qui: io ho deciso di partire per questa splendida destinazione settimana scorsa, a bordo della piccola ma molto capiente Lancia Ypsilon Unyca, per scoprire i luoghi più affascinanti da suggerirvi se voleste prendervi una pausa di evasione dalla routine dell’ufficio.

bagnaia 10lancia 2

Il primo albergo ad accoglierci è stato l’antico borgo de La Bagnaia, un magico agglomerato di case riadattate ad hotel de charme della catena Hilton, Curio collection, nelle campagne senesi, così tanto esteso da dover richiedere l’intervento dello staff che accompagna i visitatori a bordo di comodi caddy, presi in prestito dall’adiacente campo da golf facente parte della struttura, per raggiungere reception, camere e la sontuosa Buddha Spa, a 2 km di distanza.
Purtroppo, al nostro arrivo, il cielo era un po’ indeciso, ma questo non ci ha certo impedito, tra una nuvola e l’altra, di rimanere a bocca aperta di fronte alle meraviglie di questo posto incantato!

bagnaia 7bagnaia 3bagnaia 1

Quando parlavo di borgo, intendevo proprio questo: presso La Bagnaia potrete fare due passi all’interno dei vicoletti rustici che vi accompagneranno al vecchio pozzo, a cancelloni in ferro battuto lavorati, agli angoli più verdi e nascosti…

bagnaia 8bagnaia 6bagnaia 2bagnaia 5

Anche il cibo è davvero delizioso, la cucina è seguito da uno chef che sa fare dei piatti tradizionali delle vere opere d’arte: il piccione con patate viola al burro alla lavanda che ho mangiato qui ha lasciato un segno nel mio cuore!
Ma da grande amante delle mandorle, devo ammettere che ciò che mangerei altre mille volte ancora è il dolce che ha proposto: una deliziosa bavarese con semifreddo di mandorle e lamponi. Una delizia infinita, non solo per gli occhi!

mde

Dopo aver ripreso le energie ed esserci debitamente rilassate, abbiamo fatto un giro nella splendida Siena. Ci sono alcune cose che dovete assolutamente vedere e che a me piace visitare ogni volta, come fosse la prima. Senza dubbio Piazza del Campo è uno spettacolo che ci invidia tutto il mondo: la sua forma a conchiglia è più unica che rara ed il Palio che ci si svolge ogni anno attira tantissimi curiosi.
Una particolarità meno conosciuta, però, è la piccola frazione di San Quirico d’Orcia, Bagno Vignoni. Qual è la sua caratteristica? Al centro del suo piccolo borgo (tanto per darvi un’idea, pensate che conta appena una trentina di abitanti!) si trova la Piazza delle Sorgenti: una vera e propria “piscina” di acqua termale calda!

bagno-vignoni-siena

Forse pensare all’acqua calda, in questi giorni, non vi solletica proprio la fantasia… allora vi tiro fuori io il coniglio dal cilindro e vi dico subito qualcosa che stimolerà il vostro interesse!
Alle porte di Siena, infatti, si trova un ristorante eccezionale, in cui siamo andate per cena: si chiama Particolare ed appena arrivate capirete che lo è, di nome e di fatto!
Innanzitutto è l’unico locale toscano ad avere un tavolo riservato proprio davanti alla cucina a vista, a cui solo pochi fortunati potranno sedersi, naturalmente previa prenotazione.
In secondo luogo, non potete farvi mancare un giretto nelle varie sale del ristorante: solo così potrete notare le pareti in tufo della cantina, i bellissimi colori scelti per i complementi d’arredo, il gusto semplice ma d’impatto dei lampadari a muro, i tre camini che si intravedono già dalla strada, in prospettiva dalla vetrata principale…

particolare di Siena 1

Camini? Quali camini?
Quelli rotondi, luminosi, che si intravedono (di fianco al mio riflesso… ops!) in fondo alla sala da pranzo! Non avreste detto che lo erano, vero?
Sono proprio loro che hanno ispirato il semplicissimo logo del Particolare!
Se vi state divertendo a stupirvi, allora è proprio il caso che vi fermiate per cena qui.
Il menù di degustazione che ci hanno riservato è stato davvero eccellente: ve lo avevo già accennato sul mio profilo Instagram, la passata di piselli con riso venere e calamari era davvero deliziosa…

particolare di Siena 4

…ma qualcos’altro è addirittura riuscita a battere la sua bontà, per il mio palato!
Sto parlando del flan ripieno di formaggio fondente e servito con pera cotta nel Sangiovese. Era così buono che ho chiesto il bis!

particolare di Siena 6

Nei piatti dello chef si ritrova tutto il sapore vivace della Toscana e nell’allegria cortese dello staff si ritrova tutta la cultura di un popolo che ama ridere e stare in compagnia.

particolare di Siena 2particolare di Siena 3

Oh, quasi dimenticavo! Mi raccomando, chiedete di assaggiare un calice del delizioso “Sangiovese bianco” che hanno in carta qui: sentori di prugne, sapori armoniosi e inaspettati si apriranno al vostro palato!

particolare di Siena 5

L’indomani mattina, dopo una colazione rapida che ho voluto godermi nel gazebo di fianco alla mia splendida stanza, siamo ripartite alla volta di Firenze.
Qui, una tappa nel centro benessere Asmana era assolutamente d’obbligo!
Soprattutto per me, che amo tantissimo il mondo luccicante e ridondante dell’India e dell’Oriente: qui tutto l’arredamento proviene da queste terre lontane e ogni dettaglio parla di lusso e di quiete.

bagnaia 4lancia 1asmana wellness 1mdeasmana wellness 7

Anche i luoghi più ispirati alla campagna mi sono piaciuti moltissimo: primo fra tutti la Stanza del Fieno, in cui sono andata a riposare un pochino dopo aver ricevuto un massaggio Lomi Lomi molto rilassante e dentro alla quale si respira un profumo a cui sono molto affezionata.

asmana wellness 3

Mi è dispiaciuto parecchio di non esser riuscita a sperimentare anche uno dei tanti rituali che Asmana propone all’interno della loro particolarissima Wine Sauna, il cui corpo centrale e il soffitto sono ricavati dai legni di vecchie botti di vino…

cof

…ma per noi era già ora di ripartire nuovamente, per avvicinarci a casa.
Rientrando a Milano, abbiamo infatti spezzato il viaggio rascorrendo la notte nel romantico Villino di Porporano, un piccolo bed and breakfast che si nasconde tra le vie di un piccolo comune di Parma. Passando per la strada non direste mai che al di là di quelle mura si trova un luogo simile! Sembra di entrare in una favola!

villino di porporano 6.jpgvillino di porporano 2villino di porporano 7

La colazione ha tutto il sapore dell’accoglienza emiliana: è la proprietaria a preparare il caffè, le torte e tutte le prelibatezze che propone!

villino di porporano 5.jpgvillino di porporano 4villino di porporano 3

La cosa che mi è piaciuta di più di questo assaggio del Centro Italia?
L’aver ritrovato famigliarità, seppure in forme diverse, in ogni luogo in cui sono stata.
La cosa che mi è piaciuta di meno? L’essere tornata a Milano!
Ma ehi, lo dice Tiziano, con il ritorno inizia un altro viaggio, giusto?
E così, dopo una manciata di giorni, ero già pronta a ripartire…
Troverete venerdì prossimo il mio racconto del tour delle Langhe!
Buon weekend!

cof

Testo a cura di Micol Uberti
Fotografie a cura di Micol Uberti e Franca Bergamaschi

Si ringraziano
i Rocchi Cashmere (poncho bianco latte e beige)
Lancia Auto
Kiabi (shorts optical)

Thanks-iloveimg-cropped

Ducati Scrambler Icon : emozioni ruggenti

La moto non è un mezzo di locomozione.
Qualsiasi motociclista ve lo direbbe, convinto (a ragione, ovviamente!) che tra lui e la sua “bimba” si è instaurato un rapporto ben più profondo e saldo di quello che intercorre tra un essere umano ed un pezzo di meccanica.
Quel manubrio, quel sellino, quello scarico… diventano parte integrante di te e non è affatto raro che alla moto venga dato un nome di battesimo, con il quale poi le si saluta una volta “messe a nanna” in garage… La mia, per esempio, si chiama Marley.
Una carezza al codino, un sorriso e un “A domani, Marley!” è di rito, quando rientro a casa dopo un giro con lei!
Spero non si sia sentita tradita nei giorni in cui ho dedicato le mie attenzioni alla splendida Scrambler con cui sono andata in Franciacorta a metà giugno, un sogno che si è realizzato dopo anni di lucciconi agli occhi ogni volta che ne vedevo passare una…

DSC_1034

Leggera come una piuma, scattante ma un po’ rude nella guida, un sound che diventa armonia nell’orecchio… il gioiellino di casa Ducati è vero amore dalla prima sgasata.
Decisamente comoda, grazie alla postura di guida che consente alle braccia di stare ben aperte e distese, si è presentata subito come un’ottima compagna di viaggio tanto in autostrada quanto nelle stradine più sinuose dei vigneti della Franciacorta.
Non posso dirvi la soddisfazione nel vedere le teste girarsi al nostro passaggio e l’interesse degli altri motociclisti in attesa ai semafori!
Anche le (pochissime, ammetto) perplessità che nutrivo nei confronti di questa moto sono state rapidamente eliminate: sono una ragazza alta, si sa, e temevo che i miei 178 cm di altezza potessero ritrovarsi un po’ troppo accartocciati su una Scrambler piuttosto bassa (persino più della mia Suzuki Gladius) e invece, con mia grande sorpresa, ho trovato molto confortevole la posizione assunta una volta in sella, che consente inoltre ti scaricare bene la schiena rendendo piacevoli anche i tratti più lunghi alla guida.
La cosa che più mi ha colpito? L’incredibile leggerezza!
Super maneggevole e morbida nelle pieghe, con queste caratteristiche e la sua estrema bellezza estetica diventa un ottimo invito al mondo femminile ad approcciarsi alle due ruote.
Purtroppo siamo ancora in poche, ma sono certa che prima o poi le centaure conquisteranno il mondo 😉

Il modello con cui ho viaggiato è l’Icon, già il nome dice tutto!
Non che questo le dia una connotazione di classicità intesa in tutte le sue forme, sia chiaro: stiamo parlando di una moto altamente tecnologica anche nei dettagli e che fa del saper fare moderno il proprio punto di forza.
Tuttavia non avrete l’impressione di trovarvi su un pezzo di ferro senz’anima: tutt’altro!
Ha un sapore tutto suo, di asfalto e terra, sa di benzina e metallo caldo (le caviglie sentiranno molto bene quanto sa essere… “focosa” la Scrambler!).
Insomma, io ve lo dico: l’unico pericolo che si rischia di correre con questa moto è che diventa una mania con tanta, tanta facilità! L’acceleratore è molto reattivo, molto semplice da calibrare a patto che non becchiate qualche buca o dissestamento.
Lì… beh, la Scrambler si indispettisce un po’. Ma come darle torto?
Lei è fatta per correre e divertirsi, mica per perdere tempo con il ciottolato di città!

E’ stata davvero una bellissima esperienza, forse perché era un desiderio nascosto da tanto, forse ancora perché sin da piccola le Ducati mi hanno sempre fatto girare la testa… Eh sì, io ho deciso a 5 anni che da grande avrei avuto la moto. Niente da fare, nessuno è mai riuscito a farmi cambiare idea. Certo, mio padre ci ha messo del suo e ho capito definitivamente che sarebbe stato dalla mia parte quando mi ha regalato un modellino di Monster (ah, la Monster!) anni e anni fa!

Fatto sta che questa bella signorina non sarà facile da dimenticare!

DSC_1181DSC_1023DSC_1085DSC_1040DSC_1037DSC_1189DSC_1016DSC_1150DSC_1107DSC_1116DSC_1191

Testo a cura di Micol Uberti
Fotografia a cura di Bruno Uberti & Micol Uberti

Poncho by I Rocchi Cashmere

Thanks-iloveimg-cropped

L’Étoile del mondo food? Si trova sul lago d’Iseo

Che a me piaccia fotografare cibo, è ormai cosa nota a chi mi segue da tempo sia sul blog sia sul mio profilo Instagram, ma devo ammettere che dopo anni che mi dedico a questa passione, comincio a capire che la riuscita di una fotografia è data per l’80% dal piatto ed il restante dalle mie capacità. Non perché siano scarse, ma perché è proprio il cibo che mi ispira, se manca la scintilla d’amore tra me e il soggetto dei miei scatti, non verranno mai bene come vorrei.

Ho trovato un posto che ha saputo affascinare i miei occhi e ammaliare le mie papille gustative, un luogo in cui l’eccellenza non si trova solo nelle materie prime impiegate per la preparazione dei piatti del menù, ma anche nel personale che è instancabilmente appassionato, preparato, presente ma discreto e leggero come una piuma al tempo stesso.
L’Étoile è questo posto delle favole, e del resto non poteva che essere proprio lui, essendo il ristorante di un relais che si chiama Podere Castel Merlo. Qui tutto parla di tempi antichi e già solo il semplice pronunciare questi nomi fa sentire una principessa.
Quando dico che il cibo deve essere accogliente per appagarci fino in fondo, intendo che nel ventaglio di sapori e profumi che sprigiona, a mio avviso è fondamentale la presenza di quell’elemento che ci sembra famigliare, riconoscibile, vicino al nostro cuore: è così che le proposte dello chef Antonio Russo, sotto la regia di Davide Oldani, vincono senza neppure bisogno di giocare la partita! Per quanto la creatività spicchi e non ci si trovi mai davanti a piatti banali, ci sarà sempre un tocco rassicurante che ti abbraccia e ti fa sentire che quella novità può benissimo diventare parte integrante di te.
Così tanto che io e #laFrancaPR (che naturalmente ha condiviso questo viaggio culinario con me) ci siamo ritrovate più volte a guardarci negli occhi e dirci: “Ma ci hanno letto nel pensiero!”. Non è da sottovalutare questa capacità di conoscere un cliente che ha appena fatto il suo ingresso nella tua sala da pranzo, perché ci vuole una grande esperienza e un saper osservare fuori dal comune. Certo, poi fai due chiacchiere con il maître e scopri che ha un curriculum così lungo, costellato di lavori nei migliori alberghi del nord, che se ti fermi ad ascoltarlo nel frattempo la tua omelette della colazione diventa fredda.
Ah, e ha la mia età.
Insomma, l’Étoile non si chiama così per caso: c’è tanta qualità, tanta sostanza, oppure, parlando di cibo, c’è tantissimo arrosto e niente fumo.
E’ bello perché nulla viene ostentato, tutto è concretezza e cura dei dettagli, non c’è tempo per vantarsi e pavoneggiarsi.
Il loro intento è quello di dimostrare che sono davvero la Stella del Food, qui.
E credetemi: quanto ci riescono bene!

pcm ambienti 01pcm ambienti 02pcm cibo 01

A Podere Castel Merlo si pasteggia con i migliori vini prodotti direttamente nelle loro vigne, su cui affaccia l’incantevole struttura

pcm micol 08pcm cibo 02pcm cibo 03pcm cibo 04

Pensate che sia un dolce? Vi sbagliate!
Si tratta di caciotta fresca servita su letto di crema di patate viola, ed è un antipasto!

pcm cibo 05pcm cibo 06pcm cibo 07pcm cibo 08pcm cibo 09

Che magia il caviale di aceto balsamico accostato al cioccolato fondente ed al sorbetto di mango… naturalmente tutto fatto in casa!

pcm cibo 10pcm cibo 11pcm cibo 12pcm cibo 13pcm cibo 14pcm cibo 15pcm cibo 16pcm cibo 17pcm cibo 18

Naturalmente anche la colazione, qui, è gourmet!

pcm cibo 19pcm cibo 20

Un vero incanto, non è così?
Se volete scoprire di più su questo splendido relais, vi consiglio di leggere il racconto di Franca, qui!

Testo e fotografia
a cura di Micol Uberti

Thanks-iloveimg-cropped

L’inaspettato a due passi da casa

Ok, non siamo andate molto lontano da casa in questo primo viaggio, ma forse era giusto fosse proprio così.
Ha avuto inizio un percorso, che ci e vi porterà a scoprire l’Italia e non solo, e allo stesso tempo è stata una sorpresa. E se un resort riesce a sorprenderti dove già conosci quasi tutto, se a ridosso di una strada anonima e brulicante di veicoli commerciali riesce a coccolare l’ospite creando un’atmosfera ovattata che chiude il traffico fuori dal portone… allora significa che ha fatto centro!

Podere Castel Merlo si trova a Villongo (Bg) ed è contemporaneamente vicinissimo all’uscita dell’autostrada e al lago d’Iseo, ma i suoi 18 ettari di vigne ti ricordano anche quanto sia confinante con Franciacorta a cui si fonde la Valcalepio. I corridoi di questo edificio fortificato del XIV secolo, su cui sono ancora impressi affreschi originali, ci accompagnano con eleganza dall’imponenza dei secoli passati alla modernità di un relais di lusso, sotto l’occhio vigile di George Clooney e Catherine Zeta Jones che ammiccano dai quadri accanto alla reception. Il bello, qui, è che il passato convive con gli agi del presente: le 7 Suites, la SPA, la piscina con cascata a cui fanno da sfondo i vigneti e il ristorante L’etoile (con piatti creati dai migliori chef in collaborazione con Davide Oldani) ti ricordano che sei l’ospite di riguardo, e che sei tu al centro dell’attenzione, grazie al personale gentilissimo.

Il fatto che la sala de l’Etoile sia rivestita con boiseries in cotone bagnato in foglie di vite rossa ed abbia solo 40 coperti trasmette ancor più la sensazione di sentirsi viziati da piatti unici serviti in uno scrigno prezioso. Ma, a proposito di scrigni, sapete qual è la chicca, degna di farvi sentire vere principesse nel Castello? A Castel Merlo potete vivere anche l’esperienza di una mise en place davvero unica, dove tutto, dalle posate al semplice sottopiatto, verranno immersi nell’oro fuso in esclusiva per voi.
Cosa state aspettando a dirlo ai vostri fidanzati?

pcm ambienti 09pcm ambienti 10.jpegpcm micol 12pcm ambienti 07pcm ambienti 05pcm ambienti 01pcm ambienti 02pcm micol 08pcm ambienti 11pcm ambienti 12.jpegpcm ambienti 15pcm ambienti 16pcm ambienti 06.jpegpcm ambienti 03pcm ambienti 04pcm micol 14pcm ambienti 08pcm ambienti 13pcm ambienti 17

Testo a cura di Franca Bergamaschi
Fotografia a cura di Micol Uberti

Thanks-iloveimg-cropped

Mosche: istruzioni per l’uso!

Micol, sei impazzita per caso?
No ragazzi, sono serissima: ditemi chi di voi non è infastidito dalle mosche, in questo periodo.
Parliamoci chiaro, io soprattutto che col cibo ci lavoro, so quanto possa essere noioso dover continuare a sventolare le mani come un’isterica per allontanare gli antipatici insetti che si posano belli comodi sui piatti che sto fotografando…
Le sessioni di food photography, in questo periodo, diventano un vero e proprio incubo!
Per forza, perché questi piccoli esserini volatili sono animali a sangue freddo e in questa stagione si rivitalizzano e danno il meglio (per loro! Per noi è il peggio) di sé, svolazzando ovunque senza sosta e ignorando ostinatamente i nostri tentativi di cacciarli.
Certo, magari dai loro occhietti composti siamo solo dei giganti impazziti che ballano una strana macarena… Fatto sta che, come ha suggerito l’espertissimo entomologo Simone Martini durante l’incontro di Puliti e Felici dello scorso lunedì 3 luglio presso il Centro Ippico Lombardo di Milano, la soluzione migliore è la regola secondo la quale è meglio prevenire che curare.
Perciò, via di casa i rifiuti prodotti durante le giornata, chiudere le bottiglie aperte (soprattutto se contenenti bevande zuccherine, di cui le mosche son ghiotte) e sì al creare dei flussi d’aria nel proprio appartamento per non favorire decomposizione o fermentazione di alimenti e materiale organico (avete mai pensato alla pappa del vostro gatto o cane lasciata nella ciotola tutto il giorno durante i mesi più caldi?).
Se proprio gli ospiti indesiderati non se ne vanno, si può tentare di spegnere tutte luci di casa e spalancare le finestre: dal momento che questi insetti fuggono dal buio, dovremmo vederli andarsene nel giro di pochi minuti. Qualora la soluzione non fosse efficace, rimane in ultimo l’aiuto prezioso della chimica, di cui si possono acquistare prodotti specifici o alla quale si posso rubare preziosi consigli, come ad esempio il modo in cui creare la carta moschicida diy: un foglio, della colla e del miele per attirarle in quel punto.

DSC_0643DSC_0653DSC_0655DSC_0660DSC_0663.jpgDSC_0645DSC_0665

Avete visto che dolcezza i nostri compagni di avventura?
Loro, di mosche, ne sanno qualcosa! Poveri patati!
Come avrete intuito dai miei scatti, l’incontro al Centro Ippico è stato ripreso, perciò se volete scoprire qualcosa in più potrete visitare il sito www.pulitiefelici.it.

Testo, grafica e fotografia a cura di Micol Uberti

Thanks-iloveimg-cropped